Visione, persone e futuro. Il racconto di Angelo Ciocchetti, amministratore di ACe20

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Visione, persone e futuro. Il racconto di Angelo Ciocchetti, amministratore di ACe20

Visione, persone e futuro. Il racconto di Angelo Ciocchetti, amministratore di ACe20

 

Introduzione: il contesto e la crescita di ACe20

Evoluzione di ACe20: “Angelo, come descriverebbe l’evoluzione di ACe20 negli ultimi anni? Qual è la soddisfazione più grande nel vedere questa realtà crescere e trasformarsi?”

«L’evoluzione di ACe20 è stata un percorso straordinariamente dinamico. Siamo partiti con un’idea ben precisa, ma abbiamo saputo intercettare le opportunità e le sfide del nostro tempo. Oggi ACe20 è un hub strategico e culturale che spazia dall’europrogettazione all’educazione, fino alla valorizzazione turistica.

La soddisfazione più grande? Vedere idee nate su un foglio di carta trasformarsi in progetti europei reali, e vedere crescere le persone che muovono i primi passi con noi e diventano pilastri della nostra organizzazione. Ma anche vedere persone e delegazioni da tutta Europa arrivare a Orte e nella Tuscia, creando un interscambio culturale continuo.»

 

Momento di consapevolezza: “C’è stato un momento preciso in cui ha capito che ACe20 stava diventando qualcosa di più grande di quanto immaginato all’inizio?”

«Più che un singolo momento, è stata una sequenza di “scatti di crescita”. Ma se devo individuarne uno, è stato quando ci siamo resi conto della portata della nostra rete: gestire contemporaneamente iniziative d’educazione e mobilità in Finlandia, Spagna o Norvegia, fino ai Paesi Balcanici e al Regno Unito, mantenendo una radicata presenza sul territorio con una naturalezza disarmante. Lì ho capito che ACe20 era diventata un ingranaggio solido, autorevole e internazionale.»

La visione del fondatore

Visione iniziale: “Quando ha fondato ACe20, quale era la sua visione? Immaginava che sarebbe diventata una realtà così influente nel territorio?”

«Sapevo fin dall’inizio di voler creare qualcosa che avesse un impatto educativo e sociale tangibile. Non volevo una struttura rigida, ma un modello flessibile capace di connettere il locale con l’orizzonte globale. Sognavo che diventasse un punto di riferimento, ma vedere oggi l’influenza positiva che abbiamo sulla comunità, sui giovani e nel panorama dei programmi europei va persino oltre le aspettative iniziali.»

Motivazioni: “Cosa l’ha spinto a creare un ambiente come questo? Quali erano le esigenze o le intuizioni che l’hanno guidata?”

«L’intuizione principale è stata capire che per far crescere un territorio serve investire sull’educazione diffusa: linguistica, alla cittadinanza europea, alle competenze digitali per tutti, alla sostenibilità ambientale e all’inclusione sociale, che sono poi i grandi pilastri dei programmi dell’Unione Europea. Volevo creare un ponte tra le radici locali e un’apertura internazionale, costruendo un ambiente professionale stimolante dove l’innovazione e l’apprendimento fossero la quotidianità.»

L’ampliamento culturale: Orte Sotterranea, viaggi, nuovi progetti

Orte Sotterranea: “Orte Sotterranea rappresenta un tassello importante nella vostra offerta culturale: cosa significa per lei questo progetto e che ruolo ha nella visione complessiva di ACe20?”

«Orte Sotterranea rappresenta l’anima del nostro impegno nel patrimonio locale: valorizzare ciò che di straordinario abbiamo ereditato e raccontarlo con un linguaggio contemporaneo. Ma la gestione dei beni culturali è solo una parte del disegno: si inserisce in una visione più ampia dove la cultura è viva, fatta anche di arte, musica, cinema e intrattenimento, capaci di attrarre un pubblico trasversale e internazionale.»

Diversificazione: “Cosa l’ha spinto ad ampliare il raggio d’azione di ACe20 includendo anche un’agenzia viaggi e altre iniziative culturali?”

«È stata la naturale evoluzione del nostro lavoro. Con l’agenzia di viaggi non gestiamo solo la logistica dei nostri progetti, ma portiamo Orte, la Tuscia e i nostri clienti alla ribalta internazionale, partecipando direttamente alle più importanti e prestigiose fiere turistiche del mondo. È il modo con cui chiudiamo la filiera e facciamo promozione del territorio ai massimi livelli globali.»

Impatto sul territorio: “In che modo pensa che questi progetti contribuiscano alla crescita culturale e turistica di Orte e del comprensorio?”

«Generando un indotto reale, apertura mentale e reputazione. Portare qui delegazioni, studenti e turisti da tutta Europa significa far vivere la comunità e posizionare la Tuscia nei circuiti internazionali che contano. Non facciamo semplice promozione: creiamo relazioni umane, educative e professionali che durano nel tempo.»

Il team: la forza dietro ai progetti

Scelta dei collaboratori: “Come sceglie le persone che entrano nel suo team? Quali qualità considera fondamentali?”

«Cerco dinamismo, apertura mentale e curiosità. Il nostro è un team fortemente a trazione femminile e spiccamente multiculturale: una ricchezza straordinaria che porta punti di vista differenti, empatia e una grande capacità di mediazione culturale.»

Valori condivisi: “Quali valori devono condividere i suoi collaboratori per lavorare in un ambiente come ACe20?”

«L’inclusione, il rispetto della diversità, il senso di responsabilità verso le comunità con cui lavoriamo e l’entusiasmo per l’educazione. E poi la voglia di mettersi in gioco: la dinamicità è fondamentale quando ci si interfaccia ogni giorno con partner di culture e Paesi diversi.»

Crescita del team: “In che modo sostiene la crescita professionale delle persone che lavorano con lei?”

«È uno degli aspetti che mi appassiona di più: accompagnare la crescita di chi muove i primi passi con noi. Mi piace dare fiducia fin da subito, offrire spazio per sbagliare e imparare, e vedere risorse giovani trasformarsi nel tempo in professioniste e professionisti autonomi, capaci di gestire progetti complessi a livello internazionale.»

Racconto del gruppo: “Ci racconta il suo team? Chi sono le persone che rendono possibile la realizzazione di progetti così diversi e ambiziosi?”

«È una squadra coordinata e guidata da un’energia prevalentemente femminile, dinamica e multiculturale. Professioniste che spaziano dall’educazione linguistica all’europrogettazione, dalla gestione dei viaggi internazionali alla comunicazione e agli eventi. Ognuna porta sensibilità e competenze uniche: la loro dedizione rende possibile la gestione simultanea di iniziative a livello locale e globale.»

Ritratto narrativo del fondatore

Ritratto personale: “Se dovesse descriversi in poche righe, come racconterebbe la persona che sta dietro ACe20?”

«Sono un visionario pragmatico. Sono profondamente motivato dalla passione per le idee, per la crescita delle persone e per l’educazione, ma mantengo sempre l’attenzione sui risultati operativi. Nel guidare ACe20 applico una leadership basata sulla fiducia, sulla valorizzazione del talento e sull’ascolto. Con un tocco di energia rock: determinazione, ritmo e voglia costante di superare i confini istituzionali.»

Conclusione: lo sguardo verso il futuro

Motivazione: “Cosa la motiva ogni giorno nel portare avanti una realtà così complessa e in continua evoluzione?”

«Vedere l’impatto reale sulle persone: giovani che aprono la propria mente grazie a un’esperienza di mobilità, territori che si riscoprono internazionali e un team che cresce giorno dopo giorno. La certezza che non ci si ferma mai e che c’è sempre un nuovo orizzonte da raggiungere.»

Orgoglio: “Guardando indietro, qual è l’aspetto di cui va più fiero?”

«L’aver costruito una rete solida che parte da Orte e si dirama in tutti i 27 Paesi dell’Unione Europea e oltre, dall’Islanda alla Norvegia, dal Regno Unito ai Balcani come Serbia, Albania, Montenegro, fino all’Ucraina. Essere riusciti a dimostrare che da un centro provinciale si può dialogare da pari a pari con il resto del mondo.»

Futuro: “Quali sono i prossimi passi? Ci sono nuovi progetti che sogna di portare nel territorio?”

«I prossimi passi seguono una doppia direttrice glocale: da un lato, rafforzare la presenza sul territorio con eventi ad ampio spettro, dove la cultura europea è la cifra identificativa, ma declinata attraverso arte, cinema, musica e spettacoli; dall’altro, la proiezione su scala globale. Siamo pronti per un’espansione extra-europea imminente che guarda con decisione verso l’Africa e le Americhe, portando il nostro modello educativo e di sviluppo territoriale ancora più lontano.»